Che cos’è l’infertilità di coppia

L’infertilità di coppia viene definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come l’incapacità di una coppia di procreare dopo 12-24 mesi di rapporti non protetti.

E’ importante distinguere l’infertilità dalla sterilità intendendo con questo secondo termine una condizione fisica permanente che non rende possibile il concepimento. Il termine «sterilita’» si riferisce, quindi, ad una condizione più grave e comunque assoluta di “infertilità” riguardante la coppia o il singolo membro di essa.

In linea generale quando si tratta il tema dell’infertilità ci si riferisce sempre ad un fenomeno “di coppia”. Questo poiché, nonostante vi siano fattori maschili e femminili individuali a generare il fenomeno, nel 40% dei casi sono entrambi i membri della coppia ad avere problemi.

L’infertilità di coppia è ad oggi molto diffusa e gravemente aumentata negli ultimi 20-50 anni. Si stima che essa colpisca circa il 20% delle coppie in età fertile, ovvero sono circa 50/60.000 coppie in Italia a soffrire di infertilità.

Quali sono le cause dell’infertilità di coppia

Esistono fattori femminili e fattori maschili che contribuiscono all’insorgenza dell’infertilità di coppia. In linea generale si stima che l’infertilità femminile contribuisca nel 37,1 % dei casi, quella maschile nel 29,3%, nel 20% dei casi vi è una componente eziopatogenetica mista. Esiste anche un 15% di infertilità legata al fattore cosiddetto idiopatico (ovvero infertilità inspiegata).

Infertilità femminile

Tra i fattori eziopatogenetici femminili si annoverano:

Infertilità maschile

L’infertilità maschile può essere di natura:

In linea generale tra i fattori eziopatogenetici dell’infertilità maschile si annoverano:

Infertilità Psicogena

Parliamo inoltre di infertilità psicogena quando l’infertilità è legata a fattori psicologici. Quali blocchi emotivi con la maternità o la paternità, traumi transgenerazionali legati alla nascita e alla generatività.

Il ruolo dello stress nell’infertilità

Lo stress e i ritmi frenetici di vita che interessano sempre di più tutte le coppie, possono influire sulla funzione riproduttiva. Infatti, lo stress comporta un effetto soppressivo sulla funzione gonadica. Lo stress è un potente inibitore della capacità riproduttiva sia a livello prezigotico, sulla produzione delle gonadotropine (LH-FSH) inibendo spermatogenesi e ovulazione, che a livello zigotico, inibendo la formazione dell’embrione o dell’impianto dell’embrione nell’endometrio (Piccione, Palattella, Ticconi, 2007).

Il cortisolo (o ormone dello stress) inibisce la funzione testicolare e quindi la spermatogenesi e la diminuzione delle gonadotropine. Causa inoltre, in entrambi i sessi, un calo della libido così come disturbi del comportamento sessuale maschile (impotenza, eiaculazione precoce) e del ciclo mestruale femminile (amenorrea da stress) – (Bottaccioli, 2005).

La relazione tra stress e infertilità è una relazione biunivoca. Se da una parte infatti lo stress può generare infertilità, l’infertilità può costituire un forte stressor per la coppia.

Lo stress nella ricerca della gravidanza

La ricerca della gravidanza con tutti i pensieri che la caratterizzano, i tentativi falliti, le difficoltà di comunicazione di coppia che possono insorgere diventa di per se stesso un elemento stressante, che va ad agire come un effetto boomerang sull’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrene, inibendo il sistema endocrino. Ha quindi un impatto sull’attività spermatica, sul ciclo mestruale, ma anche e soprattutto sulla relazione di coppia (con possibile insorgenza di impotenza, eiaculazione precoce, amenorrea da stress).

Per questo è molto importante affiancare al percorso di ricerca del figlio e all’iter della PMA un intervento di counselling e supporto psicologico, così da valutare la componente stressante, prima e durante il trattamento dell’infertilità e aiutare la coppia a gestire la componente emotiva che caratterizza il vissuto dell’infertilità.

Il modo in cui gli individui della coppia e la coppia nel suo insieme rispondono infatti a questo stress e al tema dell’ “impossibilità di avere un figlio” influenza il modo in cui viene vissuta la ricerca del progetto genitoriale e con cui vengono affrontati i tentativi di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita).

I processi psicologici coinvolti nell’infertilità di coppia

La coppia che si trova di fronte ad una diagnosi di infertilità si prepara a vivere uno dei periodi più delicati della propria storia personale e di coppia.

Il momento della diagnosi infatti si configura come un vero e proprio spartiacque tra ciò che immaginavo di essere (un genitore) e ciò che invece vivo l’impossibilità di essere.

Emotivamente la coppia affronta tre fasi:

Inizialmente la coppia attraversa una fase di incredulità («Non ci credo, non è possibile!») e di shock (vissuto più o meno nel silenzio). A questa fase segue un lungo periodo di elaborazione contrassegnato da un turbinio di emozioni quali rifiuto, collera, angoscia, senso di colpa, disperazione. Infine, interviene l’accettazione che conduce l’individuo e la coppia ad un’elaborazione completa della condizione vissuta e all’adozione di strategie di ri-significazione del progetto genitoriale.

Affrontare l’esperienza

In ogni caso, a prescindere dal tipo di strada di genitorialità che la coppia sceglierà (PMA, adozione, affido, rimanere senza figli) il singolo e la coppia possono sentirsi molto soli a vivere questa esperienza. Fino a quando il progetto genitoriale non troverà una sua realizzazione i membri si trovano a rivivere ogni mese un’altalena della speranza seguita dalla delusione con l’arrivare del prossimo ciclo mestruale. Queste emozioni sono molto potenti e oscillano in maniera repentina aumentando di intensità ad ogni tentativo di PMA fallito.

Di fronte alle difficoltà del percorso di PMA è possibile che emergano vissuti d’ansia, depressione, atteggiamenti ossessivi di ricerca del figlio e di controllo dei trattamenti, scarsa autostima individuale e di coppia, chiusura verso il contesto sociale (per sfuggire alla vergogna delle domande e dal confronto con le altre coppie), senso di solitudine personale e di coppia.

La diagnosi di infertilità di coppia costituisce un evento potenzialmente traumatico per il singolo e per la coppia. In termini psicologici scientifici si può parlare di un vero e proprio “lutto”.

Con questo termine non si intende solo la mancanza di una persona cara. Si intende qualunque situazione costituisca una frattura nell’identità di una persona o una separazione/perdita di aspetti simbolici, aspettative, visione di sé.

Il singolo e la coppia si trovano infatti di fronte ad una variabile imprevista che ostacola la realizzazione del progetto generativo e decreta l’impossibilità a diventare genitori così come si erano immaginati.

“Crisi di vita” individuale e della coppia

Siamo di fronte ad una «crisi di vita» individuale e della coppia (Menning, 1975). Viene meno tutta quella fetta di identità femminile e maschile che noi costruiamo attorno al nostro essere generativi.

Da quel momento per questa coppia nulla è più come prima; la coppia si percepisce come difettosa, inadeguata, diversa dalle altre.

Un’altra dimensione psicologica che fa capolino è quella della segretezza. Spesso la coppia si trova ad affrontare il suo dolore in segreto perché di infertilità non si può parlare. Perché “una volta che gli altri sanno”, ogni tentativo non andato a buon fine conferma il proprio fallimento e l’impossibilità a diventare genitori esponendo l’individuo e la coppia alla sempre più disarmante diversità dal gruppo delle altre donne e dalle altre coppie.

Questa condizione può portare il singolo e la coppia ad una sofferenza psicologica profonda che può investire vari ambiti della vita, come quello coniugale, lavorativo, sociale.

Una delle conseguenze più importanti dell’infertilità è la crisi di coppia.

Se dapprima la coppia cerca di stare unita nella ricerca del progetto genitoriale, non è sempre facile mantenere una buona comunicazione, scambio emotivo e supporto reciproco. Possono sorgere incomprensioni, recriminazioni (“L’avevo detto io che dovevamo iniziare a cercare il figlio prima…” ecc). Si può parlare di una vera e propria ribellione inconscia alla coppia poiché sterile che si manifesta attraverso difficoltà comunicative, tentativi di sabotaggio della relazione (tradimenti oppure il partner infertile che lascia l’altro poiché si sente in colpa per averlo lasciato senza il figlio), scarsa intimità emotiva e intesa sessuale tra i partner.

Per questo motivo la legge italiana in materia di PMA e le linee guida dell’ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) raccomandano un supporto psicologico come parte integrante del percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
L’intervento è finalizzato a offrire consulenza, supporto e terapia nelle diverse fasi del trattamento in modo da aiutare le coppie a prendere decisioni informate, gestire le emozioni del percorso PMA, ridurre lo stress, migliorare il benessere, favorire l’aderenza alle cure e supportarle nell’elaborazione di un progetto generativo personalizzato.

Offrendo consulenza, supporto e interventi terapeutici nelle diverse fasi prima, durante e dopo i trattamenti. Questo supporto psicologico mira a ridurre lo stress, migliorare il benessere, favorire l’aderenza alle cure e supportare l’elaborazione di un progetto generativo personalizzato. In modo da aiutare le coppie a gestire le emozioni legate all’infertilità e a prendere decisioni informate.